05 Maggio 2026

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C’è anche la storia di Alberto Brandani nelle “Facce da Monte” di Stefano Bisi

C’è anche la storia di Alberto Brandani nelle “Facce da Monte” di Stefano Bisi

di Simona Pacini

Stefano Bisi il 14 maggio sarà a Colle di Val d’Elsa dove, alle 17.30, presenterà il suo ultimo libro, il decimo, nel Saloncino del Teatro del Popolo.

Facce da Monte”, pubblicato da Betti Editrice, offre uno sguardo inedito sulla storia del Monte dei Paschi di Siena, la più antica banca del mondo.

Il volume ne ripercorre gli anni cruciali, quelli tra il 1977 e il 1995, costruendo una galleria di ritratti dei protagonisti. L’autore va oltre il dato storico e finanziario, restituendo le vicende umane, i retroscena e le dinamiche che hanno attraversato le stanze del potere di Rocca Salimbeni.

Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia da aprile 2014 a febbraio 2026, ha iniziato la carriera giornalistica a Siena nel 1978, lavorando per diverse testate mensili e quotidiane, su carta e on line, e per emittenti televisive (tra cui la Rai), ricoprendo spesso ruoli di responsabilità.

L’iniziativa, alla quale interverrà il sindaco Piero Pii, gode del patrocinio del Comune di Colle di Val d'Elsa. Sarà presente anche l’editore Luca Betti. L’autore dialogherà con Lodovico Andreucci, giornalista della Nazione.

Stefano Bisi (a destra) e David Taddei durante una inziativa al Caffè del Politeama di Poggibonsi

Stefano, quali sono le “facce” di cui racconti?

«Sono alcuni amministratori del Monte dei Paschi che ho conosciuto durante la mia attività giornalistica. Sono partito dal 1977, quando presidente era Danilo Verzili che stava per lasciare la guida della banca a Giovanni Coda Nunziante, per arrivare al 1995 quando l’istituto di credito guidato da Giovanni Grottanelli de’ Santi diventa società per azioni».

Come è nata l’idea di costruire il corridoio vasariano dei dirigenti che hanno guidato la banca senese?

«Ho un bagaglio di ricordi e testimonianze che ho voluto condividere con chi vorrà leggere il libro. È anche una testimonianza di affetto e gratitudine verso uomini che erano di parte, anzi di partito, ma che sapevano trovare una sintesi e lavorare per il bene della banca e del territorio».

Tra l’altro, se come giornalista hai sempre seguito le vicende del Monte in prima persona, come scrittore è la prima volta che affronti questo tema. Che cosa ti ha spinto a farlo?

«Ripensando alle vicende montepaschine mi sono tornati in mente episodi, polemiche, ricordi che ho provato a trasferire nelle pagine di un un libro».

A Colle di Val d’Elsa la presentazione si annuncia un po’ diversa rispetto a quelle che farai in altri luoghi. La stessa Fondazione Formiche Alberto Brandani ha partecipato all’organizzazione dell’evento e sarà presente anche la figlia Silvia.

«Mi fa piacere che il libro venga presentato nella città di Alberto Brandani (a sinistra nella foto) , il professore di campagna come amava definirsi. Lo stimavo molto e per lui provo anche un senso di gratitudine molto profondo».

C’è un’eredità in particolare che il Professore ha lasciato al Monte e di riflesso alla sua Colle?

«Il pragmatismo e la capacità di fare, di costruire, di farsi rispettare senza spocchiosa invadenza. Se al suo funerale c’erano tutti i sindaci colligiani viventi vorrà dire qualcosa, anzi molto».

 

 

Immagino che sia stato un viaggio complesso, quello che hai deciso di intraprendere. Come sei riuscito a sintetizzare tanta storia in un volume?

«È stato come scrivere articoli un po’ più lunghi sui singoli amministratori. Non è stato difficile e mi sono anche divertito».

Hai scelto di parlare dei protagonisti di Rocca Salimbeni nel periodo tra il 1977 e il 1995. Hai in programma altre pubblicazioni per completare il percorso fino ai giorni nostri?

«Mi piacerebbe pubblicare qualche altro ritratto di coloro che sono stati amministratori del Monte dei Paschi in quel periodo. Per il dopo 1995 si vedrà».

Il prossimo autunno si terranno altre presentazioni a Colle Val d’Elsa? In quali ambiti?

«Colle di Val d’Elsa è una città vivace e se vorrà ci sono».

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